RASSEGNA STAMPA E NEWS
Anno 2010
Alaimo a capo dei Mediatori creditizi
di Marco Muffato - 22-05-2010
C'è un nuovo presidente alla guida di Assocred, l'associazione nazionale dei distributori creditizi. Si tratta di Gaetano Alaimo (nella foto), amministratore delegato di Pragmae, che è la nuova denominazione assunta dal gruppo Essere.
La sua nomina è avvenuta in occasione delle elezioni del rinnovato consiglio direttivo di Assocred che ha come obiettivo quello di rappresentare e far crescere le figure professionali dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria. Il nuovo board della confederazione, rappresentato da esponenti di società attive nel settore del credito al consumo, è così composto: il segretario generale è Giancarlo Cupane, il presidente dei comitati scentifici è Francesco Di Franco, il tesoriere Maurizio Castelli, e i consiglieri sono Bonaventura Moscariello e Luca Giacoppo.

Entro fine anno la nuova normativa. Alaimo (Pragmae): «Ai futuri professionisti richiesti requisiti specifici. Al via un organo di vigilanza»
di Gabriele Petrucciani - 22-05-2010
Il mondo dell’intermediazione finanziaria, o meglio quello di agenti e mediatori creditizi, si prepara a cambiare pelle. «Entro fine anno - commenta a B&F Carlo Nori, direttore generale di Pragmae Financial Advisory Group (ex gruppo Essere), la società di intermediazione che fa capo al gruppo Sopaf - dovrebbe entrare in vigore la nuova normativa in materia di intermediari finanziari». E gli operatori coinvolti dalle nuove disposizioni, tra agenti e mediatori, saranno almeno 150mila. Ma cosa cambia realmente? «Ci saranno variazioni significative tra le due figure - osserva Gaetano Maria Alaimo, amministratore delegato di Pragmae e neopresidente di Assocred - e in particolare per gli agenti verrà richiesto il possesso di requisiti adeguati alla professione, quali un titolo di studio non inferiore al diploma, la frequenza a corsi di formazione e una conoscenza, sebbene di prima linea, di materie giuridiche, finanziarie e tecniche».
Dott. Alaimo, dunque ci si avvicina sempre più al promotore.
In termini di requisiti richiesti per esercitare la professione sì. Tant’è che con l’introduzione della nuova normativa verrà istituito un organo di vigilanza anche per gli agenti. Le nuove disposizioni di legge, comunque, saranno valide solo per le future figure professionali e non per chi già opera ex articolo 106 del Testo unico bancario.
Cosa cambia, invece, per i mediatori creditizi?
Per i mediatori la variazione normativa sarà più pesante, in quanto per poter operare dovranno necessariamente far parte di una spa, ovvero di una società con capitale sociale minimo di 120mila euro. Anche per loro, inoltre, saranno richiesti determinati requisiti di onorabilità e professionalità. Un’altra importante novità introdotta dalle nuove norme, infine, riguarda la necessità per tutti coloro che operano nel settore dell’intermediazione finanziaria e della mediazione creditizia di essere in possesso di un prodotto assicurativo Rc professionale.
Che impatto avrà tutto questo a livello di sistema?
Non vedo grosse problematiche, fermo restando che a fare da padrone in questo campo sono e saranno sempre le banche.
E Pragmae come si sta preparando alla nuova normativa?
Stiamo valorizzando la nostra strategia in un contesto dove la professione di credit advisor si sta riqualificando. Inoltre, stiamo investendo nel monomandato, potenziando la gamma prodotti e il multi-brand, oltre ad ampliare la nostra multicanalità.

Più professionali i mediatori creditizi. Finalmente
Di Gaetano Maria Alaimo*
Conformità alla normativa di settore, razionalizzazione e trasparenza delle attività, controllo e gestione dei costi, diversificazione di prodotto e controllo costante sugli agenti in attività finanziarie e mediatori creditizi. Per gli intermediari finanziari i punti sopraccitati sono diventati altrettanti imperativi.
È cresciuta l'attenzione del legislatore specialmente ai mediatori creditizi, dopo la bolla immobiliare e la crisi che ha travolto il settore, sia sul versante della disciplina di un settore che è stato ed è ancora deregolamentato, con chiari ed evidenti ripercussioni sulle figure del mediatore creditizio e dell'agente in attività finanziarie, che su quello dell'offerta, notevolmente ampliatasi, di prodotti bancari trattati al di fuori dei tradizionali sportelli.
Per arrivare alla svolta il legislatore desidera fare chiarezza sul rapporto tra gli istituti di credito e gli intermediari e tra questi ultimi e i clienti (siano essi privati o società). Sicuramente ci sarà bisogno di una disciplina molto più rigorosa per le società di mediazione, che dovranno sottostare a un regime di vigilanza più rigido e simile a quello applicato agli intermediari iscritti all'elenco di cui all'art. 106 del Testo unico bancario, in grado di assicurare un maggiore livello qualitativo e consulenziale.
Entro pochi mesi la legge delega sarà varata con notevoli variazioni sul sistema della mediazione creditizia e dell'intermediazione finanziaria. Tra le novità determinanti, non sarà più possibile iscriversi all'elenco dei mediatori in qualità di persona fisica, ma sarà indispensabile costituire una società, con un livello di capitale minimo (presumibilmente intorno ai 120 mila euro) che dovrà essere versato come conditio sine qua non per ottenere l'iscrizione. Saranno richiesti requisiti essenziali di onorabilità e professionalità (sono previsti, per gli agenti in attività finanziarie, formazione ad hoc su materie economiche, superamento di prove valutative indette da un organismo preposto e sottoscrizione di una polizza assicurativa per la responsabilità civile a tutela dei clienti finali), mentre per gli amministratori saranno necessarie competenze specifiche ed esperienze almeno triennali all'interno di strutture organizzate del settore o della pubblica amministrazione.
In aggiunta, si propone di regolamentare l'accesso a tali professioni previo superamento di un esame e di verifica della permanenza dei requisiti, tramite formazione continuativa e monitoraggio da parte di un organismo di vigilanza, che dovrebbe essere di nomina ministeriale e con precipue funzioni ispettive nonché di tenuta degli Albi.
Finalmente, quindi, si provvede a innalzare il livello di professionalità del settore e garantire trasparenza e affidabilità all'offerta di prodotti finanziari, tramite un sistema di controlli interni ed esterni sull'attività dei singoli e delle società operanti, attribuendo agli stessi piena dignità di operatori del settore finanziario.
Banca D'Italia vigilerà direttamente avendo come principale obiettivo il rispetto della normativa da parte degli intermediari finanziari. Per contro, le Banche non potranno svolgere attività di mediazione creditizia tramite i singoli mediatori, e non potranno detenere partecipazioni in società operanti nel settore. (riproduzione riservata)
*amministratore delegato gruppo Essere e presidente Assocred
In mano a Nori la rete degli agenti Essere
Essere, la rete di agenti del gruppo Sopaf specializzata nella distribuzione di
mutui ipotecari, prestiti personali,leasing e prodotti assicurativi, ha un
nuovo direttore generale. La scelta è caduta su Carlo Nori,
manager romano, che ha iniziato come mediatore creditizio in Safim 89 per
passare poi in Deutsche Bank mutui e Abbey National come responsabile dello
sviluppo commerciale. Nel 2004 Nori è approdato in Banca per la casa (gruppo
Unicredit) ricoprendo il ruolo di responsabile dei canali distributivi con la
gestione diretta della rete, degli accordi nazionali e di internet.
Da ultimo, è stato fino a febbraio responsabile degli accordi nazionali e del canale banking
di Unicredit family financing bank.

Parte la moratoria sui mutui
Rate sospese non prima di aprile
di Maximilian Cellino
Da oggi, primo febbraio, le famiglie in difficoltà con il mutuo a causa della perdita del lavoro o di altri eventi negativi
avvenuti da inizio 2009 possono presentarsi presso la propria banca e chiedere la sospensione delle rate per un
massimo di 12 mesi. Scatta infatti ufficialmente il "piano famiglie", l'accordo siglato lo scorso dicembre
dall'Associazione bancaria italiana (Abi) e dalle associazioni del consumatori per aiutare quanti, nel corso del 2009
e del 2010, hanno subito (o subiranno) la perdita del lavoro, la cassa integrazione, la morte o l'insorgenza di
condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore.
Istruzioni per l'uso. La moratoria si applica ai finanziamenti per l'abitazione principale di importo fino a 150mila
euro e alle famiglie con reddito non superiore a 40mila euro e si estende anche ai mutui in fase di
preammortamento, a quelli cartolarizzati e a coloro che sono rimasti indietro con i pagamenti delle rate fino a 180
giorni. Alcune tra le banche che hanno aderito all'iniziativa (finora circa cento) hanno tuttavia applicato condizioni
migliorative. Bnl-Bnp Paribas, Monte Paschi e Popolare di Vicenza, per esempio, hanno deciso di non applicare
alcun tetto al reddito né al valore del mutuo erogato, mentre Banca Sella, oltre ad avere aumentato i limiti, estende
la sospensione a tutte le tipologie di mutuo, indipendentemente dall'immobile ipotecato.
Chi è interessato alla sospensione (circa 90mila famiglie, secondo stime Abi) dovrà sottoscrivere un modulo
disponibile presso le filiali delle banche aderenti e presentare contestualmente la documentazione in grado di
attestare l'evento sfavorevole (lettera di licenziamento, dichiarazione dei redditi, eccetera). Starà alla banca, poi,
attivare le procedure di controllo e, una volta verificati i requisiti, procedere entro 45 giorni lavorativi al blocco vero e
proprio delle rate.
Gli effetti sul mutuo. Lo stop alla rata comporta lo slittamento in avanti dell'intero piano di ammortamento: un
mutuo ventennale sospeso per 12 mesi, per esempio, si protrarrà fino al 21esimo anno. Durante la moratoria
continueranno però a maturare gli interessi previsti dal contratto, una circostanza che rende complessivamente più
oneroso il rimborso del mutuo per chi aderisce al piano famiglia.
La reale convenienza dell'operazione dovrà quindi essere valutata con cura, così come si dovrà fare attenzione alle
diverse modalità attuate dalle banche: alcune (Mps, Ubi, Bpm) procedono alla sospensione dell'intera rata, altre
(Bnl) garantiscono il solo blocco della quota capitale, altre ancora (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banca Sella,
Popolare di Vicenza) valuteranno le due ipotesi insieme al cliente.
Nel primo caso il mutuatario non verserà alcun centesimo nei 12 mesi di blocco dalla rata, ma dovrà restituire gli
interessi maturati in questo periodo nel momento in cui riprenderanno i normali pagamenti previsti dal contratto. Nel
caso di sospensione parziale, le famiglie continueranno invece a versare gli interessi anche durante la moratoria
(che non sarà quindi totale), ma non subiranno alcun aggravio nei mesi successivi.
Se si tiene conto dei tempi tecnici necessari alle banche per verificare l'esistenza dei requisiti dei clienti e del fatto
che le rate vengono contabilizzate nel mese precedente all'addebito, la sospensione sarà difficilmente effettiva
prima dell'arrivo dei versamenti di aprile-maggio. Sarà invece possibile aderire al piano famiglie fino al 31 gennaio

L'italia prova ad assicurarsi il futuro: polizze, fondi, riscatti.
Nel 2009 sono cresciuti gli investimenti in polizze vita, riscatti della laurea e previdenza integrativa.
Nel 2009 tornano di moda polizze vita, fondi pensione e riscatti della laurea. La crisi sgretola il castello di certezze e i risparmiatori cercano un rifugio sicuro per sè e per i propri figli. Un atteggiamento da formiche confermato anche dall'ultimo rapporto Bnl-Einaudi: in un anno la quota delle famiglie in grado di mettere da parte un gruzzolo è passata dal 31 al 47 per cento. «È l'effetto della paura spiega Luigi Campiglio, docente di politica economica e prorettore all'università Cattolica di Milano - : la crisi ha portato i nodi al pettine e ha costretto gli italiani a pensare in modo oculato ai propri risparmi. Le famiglie, scottate, cercano di guardare al futuro anche nell'interesse dei figli con una maggiore progettualità ». Gli fa eco Maria Luisa Bianco, docente di sociologia all'università del Piemonte orientale: «Accanto ai tanti che perdono il lavoro, sono in cassa integrazione o hanno attività autonome in gravi difficoltà, ci sono anche molte persone con redditi "buoni", che sono in grado di risparmiare, riscattare la laurea o accedere ai fondi pensione integrativi ». La scelta di queste formule, chiarisce però Bianco, «non segnala un miglioramento dei redditi ma sentimenti di insicurezza dei ceti medio-alti, indotti a ridurre i consumi e a premunirsi per il futuro».
Le polizze vita Secondo l'Ania, l'associazione nazionale delle imprese di assicurazione, lo scorso anno si è chiuso con un aumento della raccolta premi del ramo vita stimato al 45%, raggiungendo la quota record di 79 miliardi. A fare la parte del leone sono stati i prodotti assicurativi tradizionali con garanzia, più che raddoppiati rispetto al 2008. «La crisi finanziaria- sottolinea Roberto Manzato, direttore vita e danni non auto dell'Ania - ha spinto a cercare soluzioni per ottimizzare il rapporto tra il rischio e il rendimento nelle scelte di allocazione del risparmio. Questo spiega perchè le gestioni assicurative tradizionali con le loro caratteristiche di bassa volatilità dei risultati e rendimento minimo garantito hanno incontrato le richieste della domanda».
Restringendo l'obiettivo ai primi nove mesi del 2009 i dati diffusi dall'Isvap, Istituto di vigilanza sul settore assicurativo, assegnano allo sportello bancario la leadership: dagli istituti passa ormai circa il 65% delle nuove polizze per una raccolta di oltre 33 miliardi, il 53% in più rispetto ai primi nove mesi del 2008. «La ricerca di investimenti sicuri - dice Giovanni Cucinotta, responsabile del servizio studi dell'Isvap - da parte dei risparmiatori è stata accolta dalle banche che, una volta superata la crisi di liquidità, hanno allargato la propria offerta con nuovi prodotti del ramo vita tradizionale».
Un fenomeno recente e in espansione è anche quello delle polizze vita abbinate ai mutui, come conferma il direttore marketing di MutuiOnline Roberto Anedda: «In molti casi l'assicurazione è presentata come un'opzione possibile, ma è anche vero che durante l'istruttoria può facilitare l'ottenimento del finanziamento, fornendo maggiori garanzie alla banca». I costi di queste polizze variano da banca a banca e dipendono da alcuni fattori come l'importo del mutuo, l'età e l'aspettativa di vita.
Così, ad esempio, come mostra una simulazione di MutuiOnline su un prestito di 100mila euro a 30 anni, un uomo di 45 anni arriva a pagare un premio unico di circa 9mila euro contro i 4.800 di una donna della stessa età. Alcuni istituti come Banca Carige, Popolare di Bari e Barclays - offrono sconti sullo spread ai clienti che sottoscrivono la polizza, vita o multirischi.
I riscatti della laurea. Un altro mattoncino che i risparmiatori accumulano per ipotecare il futuro è quello dei riscatti della laurea: ben 27mila domande presentate all'Inps lo scorso anno. Un rialzo del 6% rispetto al 2008, ma una performance all'insegna del raddoppio se si allarga l'orizzonte fino al 2004. A livello regionale a mettere a frutto gli anni passati nelle aule dell'università sono soprattutto Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte.
La previdenza integrativa. Nei primi nove mesi del 2009 sono circa cinque milioni i risparmiatori che hanno deciso di puntare sulla previdenza integrativa, destinando risorse per oltre 67 miliardi. Ormai un dipendente del settore privato su quattro ha scelto un fondo pensione. «Gli italiani - commenta Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes- sono sempre più consapevoli del fatto che non posso più aspettarsi molto dal settore pubblico. Non è venuta meno la fiducia verso il futuro, piuttosto è difficile decifrarlo e di conseguenza si cerca di organizzarlo da sè con una gestione più oculata delle risorse».
Una casa per i figli fuori sede. Non mancano poi i genitori che decidono di acquistare un appartamento per i figli che studiano lontani da casa. «È una scelta che accomuna molte famiglie, soprattutto del Mezzogiorno - evidenzia Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi Tecnocasa- spesso con più di un figlio: invece di pagare due o più affitti, si preferisce comprare e farli vivere insieme».
Secondo Gfk Eurisko Finance almeno una famiglia su tre destina risorse per aiutare economicamente i propri familiari. «Alla base - conclude fuori dal coro Fabrizio Fornezza, consigliere delegato di Gfk Eurisko - manca un progetto articolato: le scelte di risparmio per garantire un futuro per sè e per i propri figli sono dettate piuttosto dal desiderio di cogliere un'opportunità. Bisogna invece migliorare la capacità delle famiglie di programmare e gestire i proprio soldi con un servizio a 360 gradi sulle scelte di risparmio».
Pagina a cura diFrancesca Barbieri e Chiara Bussi
Anno 2009

Con l’acquisizione del controllo e della direzione
da parte diSOPAF il Gruppo Essere nel maggio del 2008
ha cambiato azionista, top management
e ha provveduto alla nomina di un direttore generale,
attuale amministratore delegato, Gaetano Maria Alaimo,
che ha sottolineato che il Gruppo Essere non è confluito in
Credit Shop ma che ha solo un rapporto di semplice collaborazione
con quest’ultima, la quale usufruisce attraverso il gruppo
Essere, della convenzione con il Banco Popolare per il segmento
mutui.
Il 2008 ha rappresentato un anno di cambiamento per il
Gruppo Essere. Ci può spiegare che cosa è accaduto?
Nel maggio del 2008 la vecchia struttura è cambiata. Sopaf che
era azionista della società ha assunto il controllo e ha nominato
un direttore generale, ossia il sottoscritto, e si è provveduto
a ripatrimonializzare la società, ripianando le perdite, pianificando
e razionalizzando tutte le attività interne ed esterne,
con un nuovo piano di ristrutturazione.
In agosto, infatti, è stato deliberato l’aumento di capitale
sociale fino a 2 milioni che è stato interamente sottoscritto
e versato.
Dopo l’acquisizione da parte di Sopaf si può affermare che l’attività
si è diversificata. Prima era molto legata al segmento
mutui-casa. Per la verità questa resta ancora la nostra attività
core, ma abbiamo aggiunto tutta una serie di nuove partnership
in altri segmenti, come quello assicurativo, dei prestiti
personali e dei leasing. Ma la trasformazione ha riguardato
non solo l’attività, ma anche i canali. Operiamo attraverso canali
diretti ma anche attraverso quelli indiretti avendo stipulato
dei nuovi accordi con reti di promotori finanziari, in particolare
con Banca Network, nuovi gruppi di franchising immobiliare,
agenzie immobiliari e costruttori.
Tutte queste collaborazioni rientrano in quelli che definiamo
grandi accordi e alleanze decentrate.
Suppongo che la trasformazione abbia riguardato anche
la rete diretta. E’ corretto?
Certamente, abbiamo rivisto tutta la rete. Oggi noi operiamo
soltanto con agenti in attività finanziaria.
Stiamo procedendo ad una campagna di recruiting
nel mondo della promozione finanziaria
e delle reti assicurative.
Riteniamo che oggi la nostra rete possieda indubbiamente
un ottimo background e skills adeguati per essere considerati
dei consulenti finanziari.
Anche la nostra clientela oggi è fortemente selezionata, anche
in base ai parametri che sono consigliati dai nostri partners
bancari. La rete si è adeguata al nostro
nuovo business model ed oggi contiamo su 160 agenti, 8
160 agenti, 8 grandi accordi direzionali e 35 dipendenti.
E oggi com’è la situazione finanziaria del Gruppo Essere?
Siamo una società che ha raggiunto il break-even già da novembre,
con una credibilità e reputazione riconosciuta dalle
banche. L’azionista crede nella struttura e anche i dati di mercato
ci confermano che abbiamo intrapreso la strada corretta.
L’anno 2009, infatti, si concluderà con 450 milioni di contratti
mutui caricati, 130 milioni di erogato per il segmento mutui,
5 milioni di prestiti personali e 1,5 milioni per il prodotto
leasing con capitali assicurati per la tutela del credito pari a
30 milioni. Inoltre a livello di quote di mercato,
se facciamo riferimento ai dati pubblicati da Databank
(Cerved Group), abbiamo l’1,4% del mercato dei distributori, e
siamo secondi per tipologia di azienda.
Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Ritengo che il mercato retail abbia un’ulteriore evoluzione nei
prossimi mesi e quindi sono ottimista per l’attività dell’azienda.
Il Gruppo Essere in un’ottica evolutiva oltre ad aver razionalizzato
la struttura in anticipo rispetto alla crisi, oggi sta effettuando
un potenziamento della rete qualificando sempre di più
i propri agenti con corsi periodici di formazione ed ampliamento
delle competenze, investendo su nuovi sistemi informatici
che supporteranno a 360° il lavoro dell’agente, aumentando
la percentuale dei prodotti accessori e per ultimo, ma non
per questo meno importante, consolidare il rapporto con i
partners bancari di riferimento con cui procedere in un percorso
di crescita.

Mutui: la moratoria Abi scatta da febbraio
di Maximillian Cellino
«Sono un lavoratore in cassa integrazione, ho letto della possibilità di sospendere le rate del mutuo, cosa devo fare per ottenerla?» Domande come questa arrivano con una certa frequenza a Mutui24 da quando, il 21 ottobre scorso, l'Associazione bancaria italiana (Abi) ha annunciato il «Piano Famiglie». I dettagli dell'iniziativa, che prevede lo stop fino a 12 mesi del pagamento delle rate per i mutuatari che abbiano subìto negli ultimi tempi un evento sfavorevole (perdita del lavoro, cassaintegrazione, morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di reddito), saranno definiti nelle prossime settimane, ma qualche indicazione su come la misura funzionerà la si può già ipotizzare.
Entro fine novembre dovrebbero essere disponibili i moduli di adesione per le banche (che potranno presentare anche proposte migliorative rispetto all'accordo base) e quelli di richiesta per i clienti, che dovranno allegare la documentazione necessaria a testimoniare l'esistenza dei requisiti. La domanda di sospensione potrà essere presentata allo sportello a partire dal 1° gennaio (e per tutto il 2010). Sarà poi compito della stessa banca verificare, in tempi rapidi si spera, se il richiedente abbia diritto o meno alla sospensione che, nella migliore delle ipotesi, potrà avere effetto a partire dal mese di febbraio dal momento che le rate di gennaio sono già state contabilizzate.
Tempi di realizzazione a parte, restano da chiarire ancora diversi aspetti tecnici, primo fra tutti il modo in cui verranno recuperate le rate non pagate. È del tutto plausibile che si scelga di agire sulla falsariga di quanto stabilito nella moratoria per le imprese (le cui istruzioni applicative sono state rese note proprio questa settimana). La moratoria per le famiglie dovrebbe quindi comportare la traslazione delle quote capitale del piano di ammortamento per un periodo analogo: nel caso lo stop ai pagamenti si protragga per 12 mesi, tanto per fare un esempio, un mutuo ventennale si allungherebbe di un ulteriore anno e le quote capitale che compongono le singole rate slitterebbero di conseguenza.
Per gli interessi sul debito residuo, che continuano a maturare anche nel periodo di sospensione, si aprono invece strade differenti (si veda anche la tabella a fianco): la moratoria per le imprese prevede la corresponsione degli interessi alle scadenze originarie. Se questo schema fosse riproposto anche per le famiglie, ciascun cliente dovrebbe pagare rate composte da soli interessi (e quindi di importo inferiore) anche durante la sospensione, come se al mutuo venisse applicato un periodo di preammortamento pari alla durata dello stop. L'Abi – secondo quanto riferito nei giorni scorsi anche dallo stesso responsabile settore crediti retail dell'associazione, Alessandro Messina - starebbe tuttavia lavorando sull'ipotesi di spalmare gli importi sui successivi 5 o 10 anni e non è da escludere che le due formule possano coesistere, auspicabilmente a scelta del cliente e non della singola banca.
Il «Piano famiglie», che non comporterà alcun costo né garanzie aggiuntive per i richiedenti, dovrebbe poi estendersi anche a chi in passato ha saltato alcuni pagamenti (a patto che non sia intervenuta la decadenza del beneficio del termine o la risoluzione del contratto di mutuo stesso) e, in analogia con quanto previsto nella moratoria per le Pmi, anche per i mutui cartolarizzati. Per questi ultimi, visto l'intervento di un terzo soggetto (il veicolo finanziario al quale il prestito è stato ceduto dalla banca), è possibile che la complessità delle procedure da adottare finisca per comportare un allungamento dei tempi di concessione della sospensione.

Se le banche chiudono i rubinetti
di Cheo Condina
La rivincita dei piccoli. Oppure, per leggere il rovescio della medaglia, la parziale ritirata delle grandi banche dal campo di battaglia dei mutui alle famiglie. L'inchiesta condotta da Plus 24 sull'erogazione di prestiti per l'acquisto della casa nel primo semestre rivela un mercato in grande evoluzione in cui, complici il calo record dei tassi e il boom di mutui sostituzione (il 29,5% del totale secondo Mutuionline), non mancano sorprese clamorose. Due in particolare: da gennaio a giugno il gruppo UniCredit ha concesso mutui per 1,8 miliardi di euro (-70% rispetto allo stesso periodo del 2008) poco più di Ubi Banca o della britannica Barclays; Cariparma (+143%) ha raggiunto e superato per stock complessivo erogato un gigante come Ing Direct.
Certo, i valori in campo non cambiano di molto. Intesa Sanpaolo e Unicredit, con mutui in essere allo scorso 30 giugno per rispettivi 73 e 66 miliardi, hanno di fatto ancora in mano un mercato che vede il terzo player, Mps, a 37 miliardi. E tuttavia proprio la presenza di impieghi così consistenti (che richiedono la necessità di accantonamenti nel rispetto di Basilea 2) insieme con gli effetti della crisi mondiale, che ha eroso i patrimoni bancari, può avere spinto alcuni big ad alzare il piede dall'acceleratore sui mutui. Chi più chi meno: basta scorrere gli spread richiesti dagli istituti per scoprire differenze consistenti, che inevitabilmente si riflettono sulle scelte dei clienti. Intesa, pur segnando un calo del 20% rispetto al 2008, nel primo semestre ha venduto mutui per circa 8 miliardi, comunque il 32% dei 25 miliardi erogati a livello di sistema nel periodo. Mps è calata del 12% a 3 miliardi e Ubi Banca, che al 30 giugno toccava uno stock di 17 miliardi, del 17 per cento.
A fare più sensazione è tuttavia il meno 70% del gruppo Unicredit, che pure si è distinta in diverse iniziative di sostegno ai clienti in difficoltà, anche sui mutui, tra cui la sospensione gratuita della rata (fino a 12 mesi) a un potenziale bacino di 260mila famiglie. Piazza Cordusio, nel primo semestre, ha erogato mutui per 1,8 miliardi contro i 6,1 del 2008. Il motivo? «La contrazione della domanda di mutui e una maggiore attenzione al merito creditizio dei clienti», si legge nella semestrale.
In realta, stando alla centrale rischi Eurisc-Crif, nel primo semestre le richieste di mutui sono cresciute del 4% rispetto al 2008. «Noi ci basiamo sul numero di istruttorie delle banche – spiegano da Crif – Il numero di compravendite è diminuito (-18% nel primo trimestre, riferisce l'Agenzia del territorio, ndr) ma i mutui sostituzione, la discesa dei tassi e l'investimento nella casa come bene rifugio hanno sostenuto le richieste di finanziamento». Ed è proprio sfruttando questi fattori che i «piccoli» hanno conquistato quote di mercato. A partire dal gruppo Cariparma, che sfiora i 7 miliardi di stock mutui al 30 giugno grazie a un primo semestre in cui ha più che raddoppiato le erogazioni. «Siamo una banca liquida e solida e abbiamo centrato questi risultati coniugando una politica di pricing con una grande attenzione alla qualità del credito - sottolinea Roberto Ghisellini, direttore del settore retail di Cariparma - al 31 luglio avevamo già centrato il target annuale». Balzano anche il Banco Popolare (+32%), il Credem (+11%) e Barclays (+39%): «I principali istituti italiani hanno sensibilmente contratto l'offerta – sottolinea Pietro D'Anzi, general manager retail della banca britannica in Italia – noi siamo rimasti vicini alle famiglie». Mentre Bnl, che vanta un stock di mutui di 17 miliardi, non ha ancora disponibili i dati sul secondo semestre ma garantisce che nel mercato ci sono «finalmente spazi di crescita per chi fa offerte competitive». E Ing Direct? Il Mutuo Arancio, prodotto di grande successo nel recente passato, ha visto le erogazioni scendere sotto il miliardo di euro.
All'appello mancano Che Banca! (ma i dati saranno svelati nei prossimi giorni dalla controllante Mediobanca), Carige e Bpm che, diversamente dagli altri istituti, non hanno a disposizione i dati separati sui prestiti ai privati e alle imprese.

I rimborsi sui mutui? Rimandati a settembre
di Maximilian Cellino
Saranno anche pochi spiccioli, ma le famiglie italiane dovranno sudarseli. Tranne sporadici casi, il contributo previsto dal Decreto anticrisi a vantaggio di chi ha un mutuo a tasso variabile (il cosiddetto «tetto al 4%») non è infatti stato ancora erogato dalle banche italiane. Una lunga serie di ostacoli – dall'interpretazione delle norme varate dal ministero delle Finanze al tortuoso iter della trasmissione degli elenchi dei beneficiari da parte dell'Agenzia delle Entrate – ha finito per ritardare l'applicazione di un provvedimento lanciato non senza enfasi ormai 9 mesi fa.
Nel frattempo è successo di tutto, anche sui mercati interbancari: l'Euribor che funziona da parametro di riferimento per il calcolo delle rate variabili, per esempio, è crollato da oltre il 5% a meno dell'1% (0,49% la scadenza a un mese giovedì scorso e 0,83% il tasso a 3 mesi) e in questo modo ha fortemente limitato la portata dell'intervento. Ciò non toglie però che per alcuni (magari chi ha una rata semestrale e legata ancora ai tassi 2008) quel contributo tanto atteso possa essere significativo, tenendo conto anche dell'attuale fase di crisi economica.
Stando alle informazioni che Plus24 è riuscito a reperire in questo periodo (in cui molti responsabili del settore mutui sono ancora irreperibili perché in ferie), settembre potrebbe essere il mese buono. Molti fra i principali gruppi nazionali (vedi tabella fianco) prevedono di iniziare ad accreditare il contributo a favore di tutti i mutui a tasso «non fisso» contratti per l'abitazione principale prima del 31 ottobre 2008 a partire proprio dalle rate scadenti in questo mese.
E i tempi potrebbero essere davvero maturi, anche perché in diversi casi (Bnl, Montepaschi, Ugf) sono state già inviate a casa dei mutuatari lettere informative che invitano a recarsi in banca e presentare l'autocertificazione. A questo proposito, è forse utile ricordare che il modulo predisposto dall'Abi non sarebbe in teoria necessario per chi è già incluso nelle liste dell'Agenzia delle Entrate e in ogni caso non deve essere vincolante per il versamento del contributo.
Tutto in via di risoluzione, dunque? Non proprio, a parte il problema dei prodotti a tasso misto (di cui si parla in modo più approfondito nell'articolo sotto), alcuni clienti che hanno scritto a Mutui 24 segnalano tuttora questioni che sembravano risolte da tempo: c'è chi sostiene di aver ricevuto l'accredito del contributo con valuta corrente e non (come corretto) retrodatata al giorno della rata a cui si riferisce e chi si è sentito ripetere (è il caso del call center di Barclays) che al valore del 4% va aggiunto lo spread (cioè il ricarico) praticato dalla banca.
Più in generale, chi ha già ricevuto il contributo lamenta la mancanza di indicazioni in merito ai calcoli effettuati per stabilire il conguaglio. Sotto questo aspetto, la gran parte delle banche prevede di inviare una nota riepilogativa, se non dopo ogni accredito, almeno a fine anno o in previsione delle detrazioni da conteggiare sulla dichiarazione dei redditi 2009. Altri, come UniCredit, affideranno le eventuali spiegazioni all'impiegato dello sportello o al call center.
In teoria il termine per presentare l'autocertificazione scade il 31 gennaio 2010, c'è da sperare che almeno per quella data la questione «tetto al 4%» si sia conclusa. E in fin dei conti anche da rallegrarsi che il crollo dell'Euribor abbia già alleviato le pene di chi è rimasto aggrappato al tasso variabile.